AL VIA L’OTTAVA EDIZIONE DELLA KERMESSE ARTISTICA “CON LA LUCE NEGLI OCCHI”

A Milano dal 9 al 17 settembre mostre ed eventi culturali gratuiti organizzati da Fondazione Michele Cea ETS

Durante il vernissage, in programma il 9 settembre, verranno premiati i tre artisti vincitori del Premio Michele Cea per le arti figurative. Tra gli ospiti sarà presente anche il noto artista contemporaneo e maestro Alfonso Borghi

Tra gli appuntamenti di quest’anno anche la proiezione del cortometraggio “Tagliamo corto: non ci bastano le briciole” sul quartiere milanese della Barona

Milano, 4 agosto 2023. L’arte e i giovani artisti emergenti saranno i protagonisti de Con la luce negli occhi, la manifestazione artistico-culturale organizzata per l’ottava edizione del Premio Michele Cea che andrà in scena dal 9 al 17 settembre a Milano, presso lo Spazio “Ex Fornace Gola”, Alzaia Naviglio Pavese, 16. La kermesse è organizzata dalla Fondazione Michele Cea ETS, con il contributo di Fondazione Cariplo, Anteprima design, Well See, Maiestus e con il patrocinio del Comune di Milano MUNICIPIO 6, Città Metropolitana di Bari, Liceo Artistico di Brera, Accademia delle Belle Arti di Agrigento, Associazione Regionale Pugliesi, GAL, ASM Costruire Insieme, Comune di Alessandria e Associazione Arteka e Hoken Tech.

Nove giorni di incontri, presentazioni e proiezioni totalmente gratuiti in cui artisti, fotografi, scrittori, attori, registi avranno modo di farsi conoscere e dialogare con la cittadinanza, grazie all’impegno della Fondazione Michele Cea ETS, nata con l’obiettivo di divulgare la produzione artistica  di Michele Cea, il giovane e promettente artista concettuale di Milano scomparso a soli 27 anni il 22 luglio 2015, e di dar voce e sostenere, anche economicamente, i giovani artisti, italiani e stranieri.

Arti figurative, letteratura, fotografia, cultura cinematografica si incontreranno, così, durante la kermesse che si aprirà con la serata di vernissage di sabato 9 settembre (ore 18.00), presentata dall’attore e critico d’arte Michele Franco, cui prenderanno parte: Anna Scavuzzo, Vicesindaco del Comune di Milano (saluti); Francesca De Feo, Assessore alla Cultura del Comune di Milano Municipio 6; l’attrice Margot Sikabonyi; Carlo Motta e Elios Inverno, Editoriale Giorgio Mondadori; Franco Ferrari, ASM Costruire Insieme, Azienda Speciale Multiservizi del Comune di Alessandria. Sarà presente anche Alfonso Borghi, noto artista contemporaneo e maestro (https://www.alfonsoborghi.it/) cui è stata dedicata la copertina del Catalogo di Arte Moderna 58 (CAM) e che, in segno di amicizia e stima, ha deciso di donare alla Fondazione Michele Cea una sua opera, che rimarrà in esposizione per tutta la durata della manifestazione.

Nel corso del vernissage verranno presentate le opere dei 12 artisti arrivati in finale e verranno proclamati i tre vincitori del Premio Michele Cea. Oltre ai riconoscimenti in denaro di 3.000, 1.000 e 500 euro, i primi tre classificati verranno premiati con mostre e pubblicazioni su riviste e cataloghi di arte che daranno loro la possibilità di far conoscere il proprio talento e diffondere le proprie opere. Inoltre, grazie alla recente partnership con l’azienda italiana Hoken Tech, tutti e 12 gli artisti arrivati in finale avranno la possibilità – se vogliono – di digitalizzare gratuitamente in NFT (non-fungible token) la propria opera finalista.

La kermesse proseguirà poi giovedì 14 con la proiezione del Cortometraggio Tagliamo corto: non ci bastano le briciole, dedicato al quartiere milanese della Barona. Venerdì 15 sarà la volta della serata letteraria: una vera e propria tavola rotonda condotta da Annalisa Cantù in cui quattro scrittori presenteranno le loro opere. Mentre sabato 16 si parlerà di fotografia con la presentazione della mostra “Con gli occhi di Masa”, in cui Emanuele Cortellezzi dialogherà con l’autore Daniele Di Stefano. La manifestazione si concluderà domenica 17 (più in basso il programma completo). 

“In memoria di nostro figlio Michele, non potendo più aiutare lui nella sua vocazione artistica, abbiamo deciso di dar vita a una Fondazione che avesse come obiettivo principale quello di essere totalmente al servizio dei giovani che vogliono farsi strada nel mondo dell’arte, supportandoli, anche finanziariamente, attraverso pubblicazioni, mostre, borse di studio e un concorso annuale, il Premio Michele Cea, cui possono partecipare tutti gli artisti italiani e stranieri fino ai 40 anni. Il prossimo bando si aprirà nei primi mesi del 2024, ma i giovani interessati a partecipare possono già contattarci tramite il nostro sito o i nostri canali social”, spiegano Nicola Cea e Lina Bavaro, genitori di Michele Cea e creatori della Fondazione che porta il nome del figlio scomparso.

Le opere di vincitori e finalisti in mostra dal 9 al 17 settembre a Milano. Tutte e 12 le opere arrivate in finale rimarranno esposte presso lo Spazio “Ex Fornace Gola”, Alzaia Naviglio Pavese, 16, Milano, per l’intera durata della manifestazione Con la luce negli occhi, dal 9 al 17 settembre. Orari: tutti i giorni 10:00-12:30/15:00-21:00. Nei giorni in cui sono previsti gli eventi la chiusura avverrà alle 23:00 (vedi programma più in basso).

Ai tre vincitori sostegno economico e visibilità. Il primo classificato verrà premiato con una somma di 3.000 euro; una scultura realizzata dallo scultore Germano Caiano tratta dall’opera numero 50 di Michele Cea; una mostra personale e/o collettiva; la pubblicazione dell’opera vincitrice sul mensile Arte (Editoriale Giorgio Mondadori-Cairo Editore) del mese di ottobre 2023 e la segnalazione sul Catalogo di Arte Moderna 2024 (CAM 60 – Editoriale Giorgio Mondadori). Al secondo e terzo in classifica andranno rispettivamente un premio di 1.000 e 500 euro, oltre alla segnalazione sul Catalogo di Arte Moderna 2024 (CAM 60 – Editoriale Giorgio Mondadori).

Per ricevere informazioni sul prossimo bando del Premio Michele Cea e sulla Fonazione scrivere a: fondazionemichelecea@gmail.com e/o premiomichelecea@gmail.com.

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Programma eventi Con la luce negli occhi” – OTTAVA Edizione.
Spazio “Ex Fornace Gola”, Alzaia Naviglio Pavese, 16, Milano

Sabato 9 settembre (ore 18.00). Vernissage-Premiazione. Presentazione dei dodici finalisti e premiazione dei vincitori del Premio Michele Cea. Presenta l’attore e critico d’arte Michele Franco. Prenderanno parte: Anna Scavuzzo, Vicesindaco del Comune di Milano (saluti); Francesca De Feo, Assessore alla Cultura del Comune di Milano Municipio 6,; l’attrice Margot Sikabonyi, Carlo Motta e Elios Inverno, Editoriale Giorgio Mondadori; Franco Ferrari, ASM Costruire Insieme, Azienda Speciale Multiservizi del Comune di Alessandria. Sarà presente anche Alfonso Borghi, artista cui è stata dedicata la copertina del CAM 58.

Giovedì 14 settembre (ore 19:00). Proiezione del cortometraggio Tagliamo corto: non ci bastano le briciole sul quartiere della Barona (Milano). Il filmato, realizzato in collaborazione con l’Associazione Arteka, ha come protagonista Rebecca, costretta a trasferirsi in Barona. Del quartiere conosce solo la fama, ma un incontro le farà cambiare il punto di vista. Il corto è stato realizzato con la partecipazione straordinaria di Luca Abbrescia.

Venerdì 15 settembre (ore 19:00). Serata letteraria condotta da Annalisa Cantù con gli interventi di Arianna Montanari, autrice di Parole Nascoste (Ed. Mondadori); Sergio Camellini, autore di Opera Omnia (Miano Editore); Attilio De Pascalis, autore di Longevità Fatale (Mind Edizioni); Anna Maria Zoppi, autrice di Non ne sapevo niente (Basilisco  Ed.) .

Sabato 16 settembre (ore 19:00). Mostra fotografica Con gli occhi di Masa di Daniele Di Stefano. Emanuele Cortellezzi dialoga con il fotografo.

Domenica 17 settembre (19:00). Finissage: ultimo giorno di esposizione della mostra.

Eccola lista dei finalisti

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Alessia Zolfo
Opera: Storia Minima 1 - Beyond Boundaries
Tipologia: Scultura

Il mio progetto artistico è iniziato vent'anni fa, quando ho deciso di abbandonare gli studi in filosofia per dedicarmi all'arte. Sono nata a Napoli nel 1984. Mi sono diplomata all’Accademia di Belle Arti di Frosinone nel 2007 e da allora ho cercato di sperimentare con varie tecniche che spaziano dalla pittura alla grafica, dalla scultura all’installazione, per cercare di esprimere una visione personale sull’uomo e sul mondo. Ho partecipato a vari eventi artistici in Italia e all’estero tra cui l'Esposizione Triennale di Roma del 2014 e la 54esima Biennale di Venezia del 2011. Sono tra i finalisti del Premio Mestre di pittura 2022 e tra i finalisti “Premio Fondazione Amedeo Modigliani 2022”. Alcuni lavori sono ispirati spesso dalla mitologia classica e dalle riflessioni sull’esistenza che mi hanno appassionato sin dagli studi liceali. L’opera presentata in concorso è una “storia minima” che si svolge all’interno di un vecchio cassetto tipografico, una sorta di wunderkammer fatta di piccoli spazi. Alcuni restano vuoti, altri invece sono occupati da tessuti, carte, disegni, incisioni calcografiche, sculture in argilla e cemento. Sono semplici organismi o animali più complessi dalle forme a tratti surreali. La loro disposizione, che non segue un preciso ordine, è metafora della molteplicità del presente che sfugge ad ogni classificazione. È la vita in un luogo qualunque, in uno spazio qualunque. In una società liquida, in cui pensiamo di essere liberi, siamo limitati dai confini del caso, dalle barriere dei pregiudizi, e non possiamo (o non vogliamo) superare l’immobilità della nostra condizione.

Andrea Previtali
Opera: Teseo
Tipologia: Scultura

Sono nato a Seriate in provincia di Bergamo il 18/12/1997. Dopo aver frequentato il Liceo Artistico “Giacomo e Pio Manzù” di Bergamo, ottengo nel 2020 il diploma di tesi triennale in Scultura e nel 2022 la laurea in Scultura Pubblica e Monumentale presso l’Accademia Santa Giulia di Brescia. Organizzo corsi di modellato e di disegno presso studi d’arte a Bergamo, alle scuole elementari e all’Ambulatorio Psichiatrico e Centro Diurno di Sarnico (BG). Attualmente insegno scultura al Liceo artistico (Sacro cuore, MI). La mia ricerca si sviluppa indagando il dialogo tra arte e vita nella forma scultorea tramite le mutazioni formali e concettuali che provoca il tempo sulla materia. Teseo è una scultura in terracotta, patinata con ruggine. Il volto di Teseo si rompe e rivela la sua parte più celata ovvero un labirinto che diviene fisico tramite delle costruzioni interne: il percorso del Teseo contemporaneo si trova dentro di sé. Inoltre è stata utilizzata una patina costituita da ossidi che varia di tonalità con il passare del tempo e dell’ambiente in cui la scultura è collocata, metafora con i cambiamenti che avvengono nella vita delle persone. Tutto ciò conferisce alla forma l’aspetto di un frammento abbandonato, appartenuto ad una civiltà passata ma che perdura fino ai nostri giorni. L’interezza di un‘opera viene meno a favore di nuove soluzioni estetiche ed etiche grazie alla quale anche una rovina acquista una vita propria.

Giulia Zapparoli
Opera: Fuori Fuoco
Tipologia: Pittura

Giulia Zapparoli nasce a Cremona il 14 luglio 1997. Dopo il diploma al liceo artistico Bruno Munari di Cremona (arti figurative), nel 2020 consegue la laurea triennale in Scultura presso l’Accademia di Belle Arti Santa Giulia di Brescia e nel 2022 ottiene la laurea specialistica in Scultura presso la stessa Accademia. Nel corso della sua formazione accademica, oltre alla scultura approfondisce diverse discipline quali pittura, incisione, fotografia e illustrazione, che vanno a nutrire la sua produzione artistica. Ha partecipato a diverse mostre collettive presso associazioni culturali e gallerie d’arte in Italia. È risultata finalista a diversi concorsi d’arte. Dal 2021 fa parte del collettivo artistico “La Magnolia”, gruppo di artisti impegnati nell’arte del muralismo, con l’intento di creare opere d’arte murali caratterizzate da uno stile figurativo e un attento uso del colore, al di fuori di spazi espositivi convenzionali. Lavora come docente in scuole superiori. Nelle sue opere personali l’uomo e il suo quotidiano sono la principale fonte di ispirazione per affrontare diverse tematiche, trovando nel non finito e nel frammento il filo conduttore che lega le sue opere. La sua ricerca si evolve ogni giorno, sviluppandosi dal punto di vista scultoreo, pittorico, grafico e fotografico prediligendo la figura umana per lei indispensabile per parlare dell’uomo. Scultura, pittura e disegno sono un metodo per affrontare il mondo, creare forme e formulare nuove domande sulla realtà. Le sue opere non vogliono imporre un unico punto di vista, ma permettere allo spettatore di creare un suo personale significato, legato alla sua esperienza e sensibilità. Teseo è una scultura in terracotta, patinata con ruggine. Il volto di Teseo si rompe e rivela la sua parte più celata ovvero un labirinto che diviene fisico tramite delle costruzioni interne: il percorso del Teseo contemporaneo si trova dentro di sé. Inoltre è stata utilizzata una patina costituita da ossidi che varia di tonalità con il passare del tempo e dell’ambiente in cui la scultura è collocata, metafora con i cambiamenti che avvengono nella vita delle persone. Tutto ciò conferisce alla forma l’aspetto di un frammento abbandonato, appartenuto ad una civiltà passata ma che perdura fino ai nostri giorni. L’interezza di un‘opera viene meno a favore di nuove soluzioni estetiche ed etiche grazie alla quale anche una rovina acquista una vita propria.

Ilaria Sagaria
Opera: Il dolore non è un privilegio
Tipologia: Fotografia

Ilaria Sagaria (1989) è una fotografa e artista visiva campana. Dopo essersi diplomata in pittura e in fotografia presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli, ha lavorato come fotografa tra Napoli e Monaco di Baviera e attualmente come docente di grafica e fotografia a Milano. Le sue opere sono state esposte in importanti gallerie d’arte e musei, ricevendo numerosi riconoscimenti e pubblicazioni. Il suo lavoro parte da un accurato studio del passato per restituire un immaginario complesso e stratificato del mondo interiore e dei sentimenti, con particolare attenzione ai significati sociali e psicologici. La sua poetica, intimista e visionaria, è densa di simbologie e di rimandi artistici che uniscono passato e presente generando visioni insolite e inaspettate. La fotografia la rende felice.

Marco Riente
Opera: Uno, due, cento noi
Tipologia: Scultura

Marco Riente (Praia a Mare, CO, 1989). Già dalla tenera età manifesta di essere propenso a diverse forme di espressione al di là della parola. Le sue introversioni lo portano così a coltivare sempre di più le proprie capacità, divenute poi passioni. Nel 2008 ottiene la maturità artistica presso il Liceo artistico di Maratea (PZ) e si iscrive al corso triennale di Pittura dell'Accademia di Belle Arti di Venezia. Diplomatosi nel 2012, sempre nella città lagunare, prosegue gli studi in scultura. Da quel momento abbandona quasi del tutto la pittura e, oltre a fare della scultura materia di intensa ricerca, sarà tutor di laboratorio di incisione calcografica. Termina gli studi accademici nel 2014. La sua ricerca è un percorso psico-sociale all’interno dell’umano, attraversando gli aspetti più sacri: un dialogo, una narrazione delle sue virtù, delle sue debolezze, della sua precarietà, del suo essere in quanto umano. Nel corso degli anni ha partecipato a collettive, concorsi ed eventi estemporanei. Dal 2019 insegna discipline plastiche e scultoree nelle scuole secondarie di II grado. Vive e lavora a Milano.

Giada Boscolo
Opera: Impeto
Tipologia: Pittura

Nata a Ivrea (TO) il 20 giugno 1995. Residente a Strambino. Giada Boscolo è una giovane artista autodidatta che negli ultimi anni, mossa da grande passione, si è fatta strada nel mondo dell’arte cercando di concretizzare il suo sogno: dipingere e dar voce alle sue opere attraverso le esposizioni e i concorsi. Gli ultimi anni sono stati decisivi per Giada. Ha incrementato la produzione di opere, ha superato la timidezza del mostrarle al pubblico, ha iniziato a credere maggiormente in sé stessa, nella sua capacità e nella sua arte. Ha iniziato ad esporre con costanza e con più sicurezza, trovando una sua dimensione artistica. Giada si muove tra lo stile astratto e figurativo, tenendo conto di due elementi sempre presenti nella sua poetica artistica: le donne e le emozioni. In ogni sua opera c’è parte di sé e del suo trascorso, e le sue donne divengono non sono suo alter ego ma anche specchio per il pubblico. Le sue opere vogliono essere un monito per il prossimo, uno stimolo di coraggio, autostima e intraprendenza. Sperimenta con varie tecniche per ampliare le sue capacità e cercando di essere sempre tesa ad un’evoluzione sia dal punto di vista artistico che personale. Quasi sempre presenti sono l’oro e il blu, colori immancabili nella sua palette e che le ricordano la bellezza della notte quando il cielo è cosparso di stelle. Come afferma Giada: «Ho cercato di arrivare ad un mio stile personale, ad una mia identità artistica sia in termini di figurazione, sia in termini di messaggio contenuto nell’opera».

Tabaton-Osbourne Michela
Opera: Maria
Tipologia: Scultura

Michela Tabaton-Osbourne vive e lavora a Carrara. Si forma tra Londra, Firenze e infine Carrara dove ha frequentato la scuola di Scultura all’accademia di Belle Arti. La sua pratica artistica si esprime principalmente attraverso la scultura e il disegno, con un’attenzione particolare alla sperimentazione con materiali e tecniche tradizionali come il mosaico. L’artista affronta in particolare tematiche quali: l'ibridazione, l’alienazione e l'alterità’ socio-culturale. Ha esposto in mostre collettive tra cui: il “Premio Nazionale delle Arti ” a Torino, “FORME NEL VERDE -Pause, tra caos e armonia”, a cura di Gaia Pasi, “Collettiva - Premio GAeM” al Museo d'Arte di Ravenna, a cura di Linda Kniffitz e Daniele Torcellini e “LATO sensu - Declinazioni del mosaico contemporaneo”, a cura di Sabina Ghinassi, Eleonora Savorelli e Paolo Trioschi.

Mattia Trabalza
Opera: Processo Creativo
Tipologia: Video

Mattia Trabalza è nato nel 1996 a Foligno (PG), città in cui attualmente vive e lavora. Dopo il Diploma Triennale in Arti Multimediali e Tecnologiche presso l’Accademia di Belle Arti di Roma nel 2018, ha conseguito il Diploma Magistrale sempre in Arti Multimediali a Roma nel 2021. Lavora come fotografo e videomaker freelance e insegnante al liceo. Come Digital Artist le opere che realizza si alternano tra videoarte e fotografia concettuale con cui crea manipolazione digitale. La sua ricerca affronta gli aspetti della gravità, del tempo e del surreale per mettersi in contatto con gli archetipi dell’essere umano. Sempre affascinato dal processo creativo e dalle infinità di connessioni che lo costituiscono al quale dedica parte dei suoi lavori. La fotografia nasce come strumento per documentare la realtà ma oggi attraverso la manipolazione digitale è possibile creare nuovi scenari, anche surreali, per esprimere differenti paesaggi mentali appartenenti alla sfera della fantasia. Ci sono fattori come il tempo e la gravità che non si possono spiegare attraverso una semplice fotografia analogica, così Mattia Trabalza va oltre l’apparenza delle cose e ricerca quei simboli che diventano i tasselli di una nuova e più completa visione. Alcuni dei progetti di Mattia Trabalza si possono considerare meta-arte, poiché racconta e offre una riflessione sullo stesso metodo creativo utilizzato ed illustrato dalle sue immagini digitali. L’artista narra la sua esperienza nella ricerca artistica attraverso immagini oniriche ed allegoriche, illustra le fasi di un procedimento intrinseco di infiniti prismi di emozioni e sensazioni che forse non sono raccontate nel dettaglio, ma ciò che conta è la composizione finale dove “la somma vale più di ogni singola parte”.

Lucia Chiancone
Opera: Non lo voglio
Tipologia: Pittura

Lucia Chiancone nasce ad Acquaviva delle Fonti (BA) nel 1997 e cresce a Ginosa, un paesino in provincia di Taranto, dove fin dalla tenera età si appassiona all’arte. Frequenta inizialmente il Liceo artistico G. B. Vico a Laterza all’indirizzo di Design, ceramica, per poi proseguire gli ultimi due anni al Liceo Carlo Levi di Matera in Arti figurative, dove si diploma. Nel 2016 continua gli studi all’Accademia di Belle Arti di Lecce, indirizzo Pittura, dove si laurea con il massimo dei voti nel 2020. Attualmente studia e vive a Bologna dove frequenta Pittura - Arti Visive all’Accademia di Belle Arti. Nelle sue opere rappresenta in modo provocatorio il difficile lavoro psicologico che affronta nel momento in cui si confronta con il suo corpo e soprattutto con la sessualità. In un’epoca in cui la censura risulta essere svanita e in cui sembra non esistano più tabù da dover affrontare, avverte che in realtà il mondo non è ancora pronto ad aprirsi a questi 'scomodi' temi. Nei lavori mette a nudo fantasie ironiche sulla sessualità, che nascono nel momento in cui inciampa in pensieri negativi legati all’argomento, in particolare alla sua difficoltà ad approcciarsi al sesso per colpa del suo malessere fisico; dunque delinea l'altro sesso come un nemico e utilizza l'ironia per sdrammatizzare questo problema. La coppetta mestruale e il preservativo sono elementi che dovrebbero essere concettualmente sdoganati al giorno d’oggi, poiché fanno parte della nostra quotidianità e di cui non ci si dovrebbe vergognare. Le opere di piccole dimensioni danno la possibilità allo spettatore di potersi, o meglio, doversi avvicinare all’opera per poter capire cosa vi sia stato rappresentato. Così facendo si va a rompere (almeno inizialmente) la barriera di imbarazzo che si crea dinanzi a queste rappresentazioni sulla prevenzione/sessualità.

Giuseppe Ghiro
Opera: Leggere la solitudine
Tipologia: Pittura

Giuseppe Ghiro nasce a Bari il 6 luglio 1995. La vita gli ha sempre indicato la via: l’arte. Scopre la sua passione da bambino, entrando da subito a contatto con il disegno. Maturato un forte interesse artistico, decide di intraprendere gli studi grafico-pubblicitari presso l’Istituto Mons. Bello di Molfetta, unendo così la sua passione al mondo del lavoro. Terminati gli studi di grafica, si rende conto che accostare la passione al lavoro non lo rende felice e appagato. Decide dunque di intraprendere gli studi artistici presso l’Accademia di Belle Arti di Bari studiando pittura. Nel corso degli anni, decide di fare alcuni viaggi in Francia, stabilizzandosi per un breve periodo a Parigi, dove entra in contatto con l’arte, la poesia e gli artisti parigini. Rientrato in Italia, decide di interrompere gli studi accademici per dedicarsi totalmente all’arte. Dopo la sua partecipazione ad alcune mostre collettive, realizza una sua personale nel 2020 presso l’Hotel San Martin di Giovinazzo. Durante il 2020 si dedica completamente alla produzione artistica maturando consapevolezza del valore della sua arte pittorica e affinando stilisticamente la sua produzione. Ad oggi è pronto per nuove sfide artistiche personali.

Daria Zyablitseva
Opera: La dormiente
Tipologia: Scultura

Luogo e data di nascita: URSS (SUN) - 26.05.1990 Nella mia ricerca artistica sintetizzo le forme delle culture passate. Studio le opere dei Greci, dei Romani ma anche dei Maya e le reinterpreto con la mia sensibilità. Il mio obiettivo nella scultura è raggiungere la condizione dell’arte arcaica che unisce due aspetti apparentemente incompatibili: alto professionalismo e sincera ingenua. La realizzazione di un’opera scultorea è un atto introspettivo. Quando inizio una scultura il tema sorge spontaneo; una volta definito, ogni attenzione è rivolta alla composizione, alla stilizzazione, al rapporto fra i volumi, alla costruzione, come un architetto che edifica un monumento. L’immediatezza con cui si sceglie il tema non mi ha mai lasciato il tempo di porsi questa domanda: “Perché?” Lo stretto rapporto che ho avuto con mia madre mi ha colpito e ha influenzato numerosi dei miei lavori. Negli anni la mia ricerca artistica si è evoluta andando sempre più vicino all’origine di questo rapporto e dell’infanzia. Il lavoro ‘la dormiente’ è il mio ricordo della mia infanzia.

Manuel Gallo
Opera: Memento Mei
Tipologia: Pittura

Nato a Cassino (FR) nel 1995, Manuel Gallo si trasferisce a Milano nel 2019 per iniziare i suoi studi di pitturi alla Scuola d’Arte Applicata del Castello Sforzesco, continuando poi la sua formazione con atelier privati. I pittori del 600-700 ispirano l’arte di Manuel Gallo, soprattutto per la tecnica e la composizione, mixata con la fotografia contemporanea. L'arte di Manuel Gallo offre un'esplorazione intima e introspettiva della solitudine umana. Attraverso i suoi dipinti, cattura l'essenza della solitudine raffigurando soggetti disorientanti sospesi nel tempo e molto spesso in ambientazioni buie. Le luci infatti mettono in mostra solo i protagonisti delle opere, che si contorcono e si adeguano a quello spazio indefinito che vorrebbe immergerli nell’ombra. Isolando i soggetti della tela, l’esaltazione dell’individuo è un’evidente promemoria alla ricerca della nostra vera essenza, abbracciando la nostra unicità.

Per ricevere i nostri comunicati stampa scrivere a ufficiostampa@michelecea.com o compilare il form al seguente link: www.michelecea.com/ufficio-stampa.

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Fondazione Michele Cea ETS persegue, come scopo principale, il sostegno ad artisti e creativi, giovani e non, fornendo loro la possibilità di avere a disposizione luoghi dove immergersi, creare ed esporre le proprie opere. La Fondazione, oltre all’organizzazione del “Premio Michele Cea”, si occupa della divulgazione e diffusione dell’opera di Michele Cea e promuove, senza fini di lucro, l’arte a 360 gradi tramite l’organizzazione di mostre personali e collettive in tutta Italia, tavole rotonde itineranti, sportelli di supporto e di ascolto psicologico e formativo.

Info: www.michelecea.com

Fondazione Cariplo sostiene progetti di utilità sociale legati ad arte e cultura, ambiente, servizi alla persona e ricerca scientifica in Lombardia e nelle province di Novara e del Verbano Cusio Ossola. Dall991 promuove la vita delle comunità, sostenendo i soggetti non profit che operano sul territorio e che sono più vicini ai bisogni delle persone. Le distanze all’interno delle nostre comunità stanno aumentando, rendendole più frammentate e fragili: oggi più che mai invece c’è bisogno di accorciare queste distanze per avere comunità forti e inclusive, per sostenere la vita delle persone e per avere istituzioni robuste, in grado di contemperare le diverse esigenze e orientare le risorse e le scelte verso un futuro migliore per tutti e in cui tutti possano riconoscersi. In questi 30 anni di vita, Fondazione Cariplo ha reso possibile la realizzazione di 35.600 progetti donando al territorio oltre 3,6 miliardi di euro.
Ulteriori informazioni sul sito www.fondazionecariplo.it 

#conFondazioneCariplo

Michele Cea. Artista contemporaneo nasce a Milano il 12 settembre 1988 e già in tenera età passa parecchio tempo tra pennarelli e colori. Dopo la maturità scientifica, si iscrive alla facoltà di Sociologia in Cattolica dove si laurea in breve tempo. Si interessa, inoltre, a studi di filosofia e psicologia, fa volontariato seguendo ragazzi in difficoltà. Vuole diventare educatore per aiutare chi è oppresso nell’anima dal dolore di vivere in una società che non lo accetta e in cui non si riconosce, piena di ostacoli e di solitudine. Contestualmente approfondisce la sua ricerca artistica e lo studio della Storia dell’Arte, avvicinandosi ai grandi maestri del passato: Michelangelo, Leonardo, Caravaggio arrivando a Dalì. Ama così tanto l’arte da tatuare sul suo corpo, come su una tela, i particolari dei capolavori dalla Cappella Sistina, le “Tentazioni di S. Antonio” di Salvador Dalì e altre opere dal profondo significato simbolico. Nel 2013 condivide gli ideali del Metateismo e, nel 2015, diviene uno dei soci fondatori del Centro Artistico Culturale Leonardo da Vinci a Milano. Negli ultimi due anni, prima della sua prematura scomparsa avvenuta il 22 luglio 2015, partecipa a mostre di grande rilevanza artistica facendosi conoscere ed apprezzare da numerosi critici.

Info: www.michelecea.com

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