MICHELE CEA - ARTISTA CONTEMPORANEO

Michele Cea

Artista contemporaneo nasce a Milano nel settembre 1988 e già in tenera età passa parecchio tempo tra pennarelli e colori. Bellissimo il suo “Banco del pesce” disegnato e dipinto ad acquerello a cinque anni. Adora il mare ed è affascinato dalle conchiglie che colleziona. Pratica vari sport, soprattutto il calcio in cui si distingue per velocità ed intelligenza di gioco. Dopo la maturità scientifica, si iscrive alla facoltà di Sociologia in Cattolica dove si laurea in breve tempo. Si interessa, inoltre, a studi di filosofia e psicologia, fa volontariato seguendo i ragazzi dalle vicissitudini complesse. Incomincia a dedicarsi così, con passione e sensibilità, a chi è in difficoltà. Vuole diventare educatore per aiutare chi non ha la consapevolezza o la fortuna di avere una vita felice, chi è oppresso nell’anima dal dolore di vivere in una società che non lo accetta e in cui non si riconosce, piena di ostacoli e di solitudine. Contestualmente approfondisce la sua ricerca artistica e lo studio della Storia dell’Arte, avvicinandosi ai grandi maestri del passato: Michelangelo, Leonardo, Caravaggio arrivando a Dalì. Ama così tanto l’arte da tatuare sul suo corpo, come su una tela, i particolari dei capolavori dalla Cappella Sistina, le “Tentazioni di S. Antonio” di Salvador Dalì e altre opere dal profondo significato simbolico. Nel 2013 condivide gli ideali del Metateismo e, nel 2015, diviene uno dei soci fondatori del Centro Artistico Culturale Leonardo da Vinci a Milano. Negli ultimi due anni partecipa a mostre di grande rilevanza artistica facendosi conoscere ed apprezzare da numerosi critici che di lui hanno scritto.

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Michele Cea

MICHELE CEA

LA MIA ARTE? UN GRIDO E BASTA
e ognuno faccia il verso che vuole

di Salvatore Morgante
Editoriale Giorgio Mondadori

I pennelli, i colori, la ricerca, le opere, l’attività espositiva: la storia troppo breve di un giovane artista che gridava al mondo.

“Le opere di Michele conducono l’osservatore in un mondo contemporaneo fatto di concetti. La contemplazione non è un modo per capirle. Bisogna diventare opera, entrare tra le righe della stessa, ‘mimetizzandosi’ per avvicinarsi e comprendere”.

Salvatore Morgante

Un artista scomparso prematuramente, Michele Cea. Un professionista della comunicazione, Salvatore Morgante, che gli dedica la sua tesi di laurea. Michele non c’era già più quando Salvatore ha cominciato a scrivere la tesi e l’ha poi presentata all’Accademia di Belle Arti di Agrigento ottenendo il massimo dei voti con lode. Ma lo ha conosciuto lo stesso, complice un Premio da lui vinto. Un Premio che Lina Bavaro e Nicola Cea, genitori di Michele, avevano voluto istituire in memoria del figlio. Per non dimenticare ma soprattutto per portare all’attenzione del mondo artistico e culturale ciò che quel giovane uomo colto e sensibile aveva saputo fare nella sua breve esistenza. Nasce così questa pubblicazione, in cui l’autore racconta e presenta in forma di libro il percorso artistico e umano di Michele Cea. Lo fa bene, analizzando, studiando, comprendendo, spiegando, visualizzando, impaginando. Non c’è traccia di retorica nella ricerca svolta da Morgante, il suo è un lavoro scientifico. Progetto e realizzazione grafica di Salvatore Morgante, prefazioni di Nuccio Mula e Massimiliano Porro, trascrizione del diario di Michele Cea a cura di Cristiano Rocchio. Volume realizzato in collaborazione e per volere della Fondazione Michele Cea.

CHE COS'È ARTE OGGI

Con la prima traduzione italiana degli atti dello storico processo Constantin Brancusi contro gli Stati Uniti d’America

di Enzo Varricchio
Editoriale Giorgio Mondadori

Un libro che spiega come restituire valore oggettivo all’arte lasciando al pubblico il compito di giudicarla.

Come lo scultore Brancusi, nel 1928, vinse la causa contro le dogane degli Stati Uniti d’America.

“Che cos’è arte? È un evento che accade ogni giorno, quando il daimon ispiratore ti entra dentro e non ti lascia più. Non c’è un istante preciso: l’ora di nascita dell’arte è sempre felice nonostante la fatica, la sofferenza fisica e spirituale che l’accompagnano. L’artista contemporaneo lo sa. Quanta rabbia, quanta passione, quanto amore in lui!”

Massimiliano Porro

La pubblicazione, realizzata in collaborazione e per volere della Fondazione Michele Cea, nasce dalla vicenda dello scultore romeno Constantin Brancusi (1876-1957) che all’inizio del secolo scorso lo ha visto in contrapposizione con le dogane degli Usa per far valere il principio della libertà assoluta dell’oggetto d’arte. Nella prima parte l’autore, avvalendosi di vari contributi, sviluppa i temi di stretto rigore artistico e aiuta anche i profani a capire l’arte “moderna”. Nella seconda, quella strettamente legata al processo, attraverso le divertenti acrobazie dialettiche dei legali degli avvocati di Brancusi e degli Stati Uniti, mostra come si vince una causa. In questo libro, quindi, sono rappresentati i due mondi: quello dell’arte e quello dei tribunali. Un saggio interessante e utile per inquadrare l’articolato e complesso mondo dell’arte contemporanea. Il lavoro è stato coordinato da Enzo Varricchio con l’aiuto di Massimiliano Porro (critico e docente di Storia dell’arte), di Salvatore Morgante (artista e art director) e con la collaborazione di Nuccio Mula, Michele Franco e Cristiano Rocchio.