Opera : N°22
Titolo opera: SENZA TITOLO
Anno: 2013
Dimensione: ‘ 50 X 60
Tecnica: mista

SPROFONDAMENTO E RIEMERSIONE

La ferita dell’animo è essenzialmente incomprensibile. In riferimento al pubblico essa genera successivamente nuove forme. All’inizio ferita, quindi rappresentazione brutale, racconto della sofferenza, convalescenza, potenzialità della salute, cicatrice, ricordo e infine neutralizzazione del dolore. Da cui si può risorgere: raccoglimento dei frammenti sparsi, identificazione del limite invalicabile, nichilismo o negazione critica di ogni separazione, identificazione degli elementi che collegano le opposte concezioni, elaborazione dialettica della nuova visione, superamento del limite arbitrariamente posto e accesso alle infinite possibilità espressive della consapevolezza acquisita: la tela può ospitare immagini nuove e pensieri inauditi.

Prof. Cristiano Rocchio

 

Siamo pieni di strappi, tagli, cuciture, ma anche di follie fuori dagli schemi, parole dalle righe” (Fabrizio Caramagna). Ed è proprio così: l’opera di Michele Cea taglia letteralmente la visione tradizionale ed è come se ci volesse invitare ogni volta a cambiare la prospettiva. È il linguaggio dell’arte contemporanea che con colori, segni, rotture simboliche e fisiche richiama l’idea di quanto sia necessario esprimersi personalmente. L’opera, davanti e dietro, lascia fluire il mare calmo della sera che si fa, talvolta, tempesta inquieta come l’anima del giovane artefice.

Prof. Massimiliano Porro

Sprofondamento e riemersione

La ferita dell’animo è essenzialmente incomprensibile. In riferimento al pubblico essa genera successivamente nuove forme. All’inizio ferita, quindi rappresentazione brutale, racconto della sofferenza, convalescenza, potenzialità della salute, cicatrice, ricordo e infine neutralizzazione del dolore. Da cui si può risorgere: raccoglimento dei frammenti sparsi, identificazione del limite invalicabile, nichilismo o negazione critica di ogni separazione, identificazione degli elementi che collegano le opposte concezioni, elaborazione dialettica della nuova visione, superamento del limite arbitrariamente posto e accesso alle infinite possibilità espressive della consapevolezza acquisita: la tela può ospitare immagini nuove e pensieri inauditi.

Riflessioni del Prof. di Retorica Cristiano Rocchio – Febbraio 2017

Siamo pieni di strappi, tagli, cuciture, ma anche di follie fuori dagli schemi, parole dalle righe” (Fabrizio Caramagna). Ed è proprio così: l’opera di Michele Cea taglia letteralmente la visione tradizionale ed è come se ci volesse invitare ogni volta a cambiare la prospettiva. È il linguaggio dell’arte contemporanea che con colori, segni, rotture simboliche e fisiche richiama l’idea di quanto sia necessario esprimersi personalmente. L’opera, davanti e dietro, lascia fluire il mare calmo della sera che si fa, talvolta, tempesta inquieta come l’anima del giovane artefice.

Riflessioni del Prof. Di Storia dell’Arte Massimiliano Porro

  • 17/09/2022 – 25/09/2022: 7ª Ed. Premio Michele Cea, Ex Fornace Gola, Milano.

  • 11/09/2021 – 19/09/2021: 6ª Ed. Premio Michele Cea, Ex Fornace Gola, Milano.

  • 12/09/2019 – 21/09/2019: 4ª Ed. Premio Michele Cea, Ex Fornace Gola, Milano.

  • 09/09/2017 – 16/09/2017: 2ª Ed. Premio Michele Cea, Spazio Seicentro, Milano.

  • 01/08/2016 – 10/08/2016: Mostra presso Sala Marano, Istituto Vittorio Emanuele II, Giovinazzo (BA).

  • 22/06/2016 – 29/06/2016: Mostra presso Galleria K2 Anforah, Giovinazzo (BA).

  • 31/03/2015 – 11/04/2015: Mostra personale, Centro Leonardo da Vinci, Milano.